Capurganá, the Quiet after the Storm!

02-03/11/2013

E come Ulisse invocava disperatamente la sua Itaca, noi, un pó per gioco un pó per la voglia di entrare in territorio colombiano e farci coccolare dal suo calore sureño, gridavamo “Terra”!!! Non ci possiamo ancora credere ma ce l’abbiamo fatta. Come accennato nell’ultima entrata nel blog, dopo una settimana in mare tra giorni di navigazione, lunghi tramonti in isole sperdute, dogane e documenti, finalmiente sbarchiamo a Capurganá, terra originaria dei Kuna (popolazione indigena che oggi abita l’arcipelago di San Blas in Panama) e pittoresco porticciolo che getta le sue reti nel profondo mar caraibico colombiano. Scesi dalla barca andiamo in cerca di un ostello in cui riprenderci dal viaggio e riposare per i prossimi due giorni. Alla fine ci decidiamo per “Luz de Oriente”, un posticino accogliente e colorato con una meravigliosa terrazza sul mare e una vista pazzesca. Prendiamo due letti in un dormitorio misto per 25000 pesos colombiani (10 euro circa). L’aria salata e l’ambiente rilassato é proprio ció che fa al caso nostro. Una doccia rinfrescante e una pizza per cena un vero toccasana.

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Il villaggio é davvero carino. Poco piú di tre stradine lo attraversano, un campo da calcio ne fa da piazza centrale e punto di incontro domenicale per la gente del posto, un paio di pasticcerie/panifici diffondono i loro inebrianti odori giá alle prime ore del mattino e milioni di ristorantini ne popolano la costa.

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Ció che peró stuzzica la nostra curiositá piú di ogni altra cosa é una casetta un pó stramba situata nel cuore della cittadina. Ad attirare la nostra attenzione é una scritta in alto, sospesa sull’entrata, che recita “La Casa de la Mola” e che a prima vista sembra essere fatta di bicchieri di plastica o tappi… Sulla porta ne troviamo un’altra: “Bienvenidos entrada gratis”.

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Ci guardiamo intorno e notiamo che il recinto della casa cosí come la tenda all’ingresso sono fatti di tappi di plastica colorati. Stupefatti entriamo senza esitare e facciamo la conoscenza di un simpatico signore, il “Niño Dios” come lui stesso si fa chiamare, che, visibilmente compiaciuto della visita, ci fa da cicerone guidandoci per la sua casa e il giardino che con grande stupore e ammirazione scopriamo essere un cantiere aperto di produzione artigianale basata sul reciclaggio. Tutta la proprietá é praticamente un’opera d’arte creata con resti di spazzatura reciclati: dal vetro alla plastica, dall’alluminio al sughero. Incredibile!!! Ogni giorno sua moglie rientra a casa con un bottino colmo di bottiglie, lattine, tappi e qualsiasi altro oggetto che possa contribuire al lavoro del marito e di consegueza alla decorazione della casa e, cosa ancora piú importante, alla pulizia delle strade. Folle e geniale! Ci innamoriamo immediatamente della sua arte e lui ci spiega che proviene da una passione vecchia 30 anni e da un bisogno innato di promuovere l’educazione ambientale e l’importanza del reciclaggio in una terra meravigliosa come lo é quella colombiana ma tediata purtroppo(come d’altronde il resto del centro e sud America) dal problema dello smaltimento dei rifiuti. Senza perció un prezzo di entrata o mancia alcuna, questa forbidabile coppia ha deciso di aprire le porte della loro casa-museo per risvegliare la coscienza pubblica e insegnarci che persino l’arte puó nascere dalla spazzatura se usata e reciclata per bene. Si chiama Casa della Mola perché qui si vende, a prezzi accessibili e onesti, la famosa “mola”, il tessuto ricamato a mano dalle donne indigene kuna in Panama di cui abbiamo giá parlato nei post precedenti. Passiamo cosí un paio di piacevolissime ore in compagnia di questo singolare personaggio, assicurandogli che gli faremo un pó di pubblicitá per collaborare con la sua campagna di sensibilizzazione ecologica e lasciandoci con la promessa di rimanere in contatto per sapere quando e se il suo sogno si sará realizzato: costruire la “catena di linguette di latta” piú lunga del mondo ed essere cosí titolare di un nuovo Guinness World Record 😉

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Due notti e due giorni passano tranquilli e spensierati. É ora di muoverci nuovamente, destinazione Medellín. Da Capurganá l’unico modo per spostarsi verso il centro del Paese é prendere una barca direzione Turbo. Dall’officina accanto al nostro ostello prenotiamo e compriamo con un giorno di anticipo due ticket al costo esorbitante di 110000 PC (40 euro). Il problema infatti é che vi é solo un barco al giorno per Turbo che parte la mattina presto. Per questo, se non si vuole rischiare di rimanere a terra, bisogna acquistarlo almeno il giorno prima e, non essendoci concorrenza, la cifra é quella che é e non si puó fare molto per ottenere riduzioni. Sveglia all’alba il giorno dopo, impacchettiamo tutto, prendiamo un caffé per tenere gli occhi aperti e ci imbarchiamo in questo nuovo viaggio di 3 ore di navigazione in un traghetto affollatissimo e non del tutto comodissimo. Per fortuna peró il mare é una tavola, il giro in battello ci risulta piacevole e senza alcun intoppo.

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Arrivati a Turbo compriamo per 124000 PC (quasi 50 euro!!!) un ticket per il bus notturno diretto a Medellín. Abbiamo qualche ora a disposizione. Andiamo perció a fare un giro per la cittá giusto il tempo di renderci conto che Turbo non ha nulla da offrire, ceniamo con un delizioso pollo (tanto per cambiare) alla brace e via per altre 8 ore di viaggio, questa volta peró su quattro ruote.

Suggerimenti:

  • Il prezzo dell’ostello e delle barche sono soggetti a variazioni a seconda della stagione (alta e bassa). Noi ci siamo trovati in bassa stagione quindi non c’é da sorprendersi se in alta stagione i prezzi siano piú alti.
  • Il viaggio in barca Capurganá-Turbo o viceversa é piuttosto controverso. Abbiamo sentito e letto di diversi incidenti durante la tratta dovuti soprattutto alle correnti e alle onde che in giorni poco favorevoli possono essere piuttosto forti. Quindi un consiglio: date un’occhiata al mare prima di partire e parlate con la gente del luogo che solitamente occupa le panchine del porto, esperta e aggiornata sulle condizioni atmosferiche. Se queste non sono delle migliori evitate di viaggiare e prendervi cosí qualche botta di troppo sui sedili di legno della barca. Lo so che spesso il budget ristretto di noi backpackers ci porta a spendere il minimo e a non sprecare un biglietto comprato in anticipo peró, in questo caso, pensiamo alla salute!!! Senza questa non si viaggia! 😉 In ogni caso…a noi é andata alla grande quindi in generale…niente paura!
  • Se abbiamo stuzzicato la vostra curiositá con la “Casa de las Molas” e la catena reciclata piú lunga del mondo, potete contattare il Niño Dios o semplicemente ricevere maggiori info scrivendogli a lacasadelasmola@hotmail.com, cercarlo su FB con il nome di Niño Dios Capurgana o chiamarlo direttamente al numero 311 608 17 30.
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Categories: Colombia, Panama | Tags: , , , | Leave a comment

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