San Agustín, Los Misterios Tallados en la Piedra

19-21/11/2013

Classificato al terzo posto tra le sette meraviglie colombiane e dichiarato patrimonio dell’ umanitá dall’ UNESCO, il villaggio di San Agustin, situato a un’altezza di 1730 metri e dove i cavalli sono piú efficienti delle auto, si elegge cosí da sé nostra prossima meta. É tempo di saluti ancora una volta. Ci congediamo da Fabri e Christian e con il cuore gonfio di ricordi ci prepariamo per un’altra notte tra i sedili piuttosto scomodi del bus notturno che da Neiva ci porterá diretti a destinazione (23000 P a persona). Sul bus conosciamo due ragazze tedesche, Sophia e Lara, con cui poi trascorreremo i prossimi giorni (e non solo). Il conduttore ci lascia in piazza. Sono le 6:00 in punto. Una dolce signora ci attende per offrirci un alloggio. Non avendo in mente nessun posto in particolare andiamo a darci un’occhiata e soprendentemente é proprio ció che fa al caso nostro. Otteniamo una stanza per quattro con bagno condiviso per soli 10.000 P a persona nell’adorabile Hotel Raices. Il responsabile, un simpatico signore sulla quarantina, ci accoglie con una caldo sorriso e una deliziosa colazione a base di cioccolata calda, frutta fresca e pane con formaggio e uova strapazzate. L’hotel é accogliente, un’imponente casa coloniale adibita a ostello con ampie stanze, cucina, WIFI e un giardino curato con gazebo e tavolini.

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Mentre facciamo colazione veniamo informati di tutte le attivitá per cui San Agustin é conosciuto e dopo una doccia calda per rimetterci in sesto ci mettiamo in cammino per visitare il Parque Arqueológico Nacional de San Agustín e Isnos in cui si possono ammirare sculture e sarcofagi di antiche popolazioni residenti nell’area durante i primi 900 anni D.C. L’entrata costa 20.000 P a persona (un pó cara peró ne vale decisamente la pena) ma con una student card si ha facilmente accesso per la metá del prezzo. Il parco é accessibile a piedi con una camminata di circa 1 ora dal paese ma per i piú pigri vi sono taxi che vanno e vengono per tutto il giorno. Il luogo é affasciante, ben mantenuto, con sentieri di pietra che ti portano a scoprire elaborate tecniche artigianali e antiche credenze. É composto da varie aree. All’entrata si trova il Bosque de las Estatuas in cui la simbologia e l’arte decorativa della zona raggiungono il loro apice espressivo. Il percorso, di approssimativamente 800 metri, offre un’esposizione all’ aria aperta di 35 statue appartenenti all’ambito funerario, molte delle quali furono ritrovate nelle piazze e strade della cittá di San Agustín. All’interno vi si trovano le Mesita A, B e C, centri funerari nei quali furono riportati alla luce tombe e statue. Il luogo mistico per eccellenza del parco é sicuramente la Fuente de Lavapatas, constituito da una serie di canali e pozze e probabilmente usato per rituali e cerimonie. Qui si possono ammirare sorprendenti rilievi ritagliati nella pietra di figure umane e animali che giocano con l’acqua. Dalla Fuente si ha accesso al punto piú alto del sitio archeologico, chiamato per questo El Alto de Lavapatas e dedicato ai riti funerari per i bambini provenienti dalle famiglie principali. Da qui si gode di un’impressionante vista su tutta la regione. Ci passiamo circa tre ore e su invito di una poco simpatica e incessante pioggia ritorniamo in ostello distrutti per altro dalla notte in bus e dalla giornata piuttosto esaustiva.

San Agustin copilacion Bosque de los estatuas CIMG9831

Inclusi nel prezzo del parco, vi sono altri posti che non vogliamo farci scappare. L’unico problema é che per raggiungere alcuni di questi necessitiamo o di molto tempo e diverse ore camminando o di un mezzo di locomozione. Vi sono differenti compagnie turistiche in cittá che offrono numerose escursioni per quei luoghi ma per noi, backpackers con budget limitato, é sempre meglio fare affidamento sulle proprie risorse.  Troviamo un taxi nei pressi della piazza centrale per 15.000 P a persona giocando la carta di un servizio personalizzato, di un guadagno diretto dell’autista senza nessuna agenzia di mezzo e di 4 persone ben disposte a essere scorazzate per tutto il giorno. Il pacchetto prevede la visita alle cascate Salto del Mortiño

2013-11-20 11.32.15 2013-11-20 11.28.12 e Salto de los Bordones ( che purtroppo non riusciamo a vedere per la presenza di una fitta nebbia ma che non ci fa comunque mancare un paesaggio mozzafiato) e ai siti archeologici dell’ Alto de los Ídolos e Alto de las Piedras, facenti parte del municipio di Isnos e anch’essi luoghi di sepoltura di antiche civiltá agustiniane. L’ Alto de las Piedras in particolare é noto per aver conservato durante tutti questi secoli tracce di pintura sulle lapidi e soprattutto per l’enigmatica statua del Doble Yo, una figura umana con i canini allungati che porta in testa un personaggio piú piccolo dai tratti umani e animali allo stesso tempo.

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Al ritorno dal nostro tour il nostro Cicerone José 2013-11-20 16.32.15 ci accompagna a provare la famosissima Chicha, una bebida alcolica colombiana molto tipica, usata e abusata soprattutto nei giorni di festa, ottenuta dalla fermentezione per 8 giorni della canna da zucchero. Diciamo la veritá… é orribile! 😉

Terzo e ultimo giorno a San agustín. La Chaquira, la Pelota e il Purutal mancano all’appello. Decidiamo di camminare. La Chaquira si trova a piú di 3 chilometri dal villaggio. Sono circa 3 ore di trekking avvolti in una natura sorprendente discendendo la collina El Tablón dove si possono osservare ulteriori statue usate sempre per ragioni funerarie. Il panorama che si ottiene é impressionante. Un gruppo di rocce vulcaniche dalle sembianze umane e animali guardano verso l’esuberante Canyon del fiume Magdalena con cascate vertiginose e il verde manto delle colline. Un belvedere con panchine e tavoli circolari ne adornano il percorso rendendolo ancora piú piacevole e perfetto per un pick-nick con vista mozzafiato.

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La Pelota e il Purutal si trovano anch’essi a circa 3 ore a piedi dal paese. La parte piú attraente di questi due luoghi, oltre alla piacevole camminata per arrivarci, sono le statue che conservano ancora alcuni dei colori usati per dipingerle originariamente. Davvero belle!

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Al ritorno verso l’ostello veniamo invitati a un caffé da un gentile signore del posto. Guida turistica per le rovine archeologiche e proprietario di un delizioso posticino, ci apre le porte della sua dimora per dimostrarci la piú calda ospitalitá colombiana. L’ostello si chiama Posada Campesina, le stanze sono colorate e rilassanti, il giardino un incanto e il caffé ottimo.

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Non poteva concludersi in modo migliore il nostro soggiorno agustiniano. Domani Mocoa, alle porte dell’Amazzonia.

Suggerimenti:

  • Se si vuole alloggiare un pó fuori dalla cittá e trovare un luogo appartato, tranquillo in cui riposare e meditare, la Posada Campesina é il posto perfetto. Prezzi a partire da: 15.000 per una stanza privata, 10-12.000 P (dipendendo dalla stagione) in dormitorio con giardino esterno, barbecue e cucina condivisa. Indirizzo: Via Al Estrecho, km 1, tra San Agustín e la Chaquira. Se si rimane in paese invece Hotel Raices é un’ottima alternativa, a pochi metri dalla fermata del bus.
  • Il ticket per avere accesso ai siti archeologici é unico e costa 20.000 P. Con una student card si ha accesso pagando la metá, 10.000 P. Quindi meglio non dimenticarsene.
  • Tutti i luoghi menzionati possono essere raggiunti per conto proprio o in tour, dipende dalle tasche di ogni viaggiatore. Ovviamente muoversi da soli implica costi piú bassi e maggiori avventure. Per coloro che abbiano la passione per i cavalli sono previste meravigliose cavalcate per coprire le distanze.
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