Panama

Bloggers reward ;-)

Just a short update on how this travelbog is growing are going…

With almost 25.000 hits the statistics recognized 133 different territories.  The dense populated big modern countries are easy to get on the world map.  But tiny islands lost in the middle of a vast ocean with maybe a population of a couple of hundred persons are harder to reach as well as some devastated countries in war  It’s very satisfying to see that also they find the way to our blog.

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The top 10: Italy, Belgium, Spain, United States, Argentina, Germany, United Kingdom, France, Brazil, Colombia

Some others that caught my attention: Zimbabwe, Syria, Nigeria, Mozambique, Brunei, Palestinian Territories, Guam, Kazakhstan, Afghanistan, Benin, Mayotte, Tanzania, French Polynesia, Ghana, Nepal, Azerbaijan, Bhutan.

Thank you all, the Hermes’Journey goes on…

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Categories: Argentina, Belize, Bolivia, Canada, Chile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, France, Guatemala, Honduras, México, Nicaragua, Panama, Peru, U.S.A. | Tags: , , , | Leave a comment

Capurganá, the Quiet after the Storm!

02-03/11/2013

E come Ulisse invocava disperatamente la sua Itaca, noi, un pó per gioco un pó per la voglia di entrare in territorio colombiano e farci coccolare dal suo calore sureño, gridavamo “Terra”!!! Non ci possiamo ancora credere ma ce l’abbiamo fatta. Come accennato nell’ultima entrata nel blog, dopo una settimana in mare tra giorni di navigazione, lunghi tramonti in isole sperdute, dogane e documenti, finalmiente sbarchiamo a Capurganá, terra originaria dei Kuna (popolazione indigena che oggi abita l’arcipelago di San Blas in Panama) e pittoresco porticciolo che getta le sue reti nel profondo mar caraibico colombiano. Scesi dalla barca andiamo in cerca di un ostello in cui riprenderci dal viaggio e riposare per i prossimi due giorni. Alla fine ci decidiamo per “Luz de Oriente”, un posticino accogliente e colorato con una meravigliosa terrazza sul mare e una vista pazzesca. Prendiamo due letti in un dormitorio misto per 25000 pesos colombiani (10 euro circa). L’aria salata e l’ambiente rilassato é proprio ció che fa al caso nostro. Una doccia rinfrescante e una pizza per cena un vero toccasana.

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Il villaggio é davvero carino. Poco piú di tre stradine lo attraversano, un campo da calcio ne fa da piazza centrale e punto di incontro domenicale per la gente del posto, un paio di pasticcerie/panifici diffondono i loro inebrianti odori giá alle prime ore del mattino e milioni di ristorantini ne popolano la costa.

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Ció che peró stuzzica la nostra curiositá piú di ogni altra cosa é una casetta un pó stramba situata nel cuore della cittadina. Ad attirare la nostra attenzione é una scritta in alto, sospesa sull’entrata, che recita “La Casa de la Mola” e che a prima vista sembra essere fatta di bicchieri di plastica o tappi… Sulla porta ne troviamo un’altra: “Bienvenidos entrada gratis”.

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Ci guardiamo intorno e notiamo che il recinto della casa cosí come la tenda all’ingresso sono fatti di tappi di plastica colorati. Stupefatti entriamo senza esitare e facciamo la conoscenza di un simpatico signore, il “Niño Dios” come lui stesso si fa chiamare, che, visibilmente compiaciuto della visita, ci fa da cicerone guidandoci per la sua casa e il giardino che con grande stupore e ammirazione scopriamo essere un cantiere aperto di produzione artigianale basata sul reciclaggio. Tutta la proprietá é praticamente un’opera d’arte creata con resti di spazzatura reciclati: dal vetro alla plastica, dall’alluminio al sughero. Incredibile!!! Ogni giorno sua moglie rientra a casa con un bottino colmo di bottiglie, lattine, tappi e qualsiasi altro oggetto che possa contribuire al lavoro del marito e di consegueza alla decorazione della casa e, cosa ancora piú importante, alla pulizia delle strade. Folle e geniale! Ci innamoriamo immediatamente della sua arte e lui ci spiega che proviene da una passione vecchia 30 anni e da un bisogno innato di promuovere l’educazione ambientale e l’importanza del reciclaggio in una terra meravigliosa come lo é quella colombiana ma tediata purtroppo(come d’altronde il resto del centro e sud America) dal problema dello smaltimento dei rifiuti. Senza perció un prezzo di entrata o mancia alcuna, questa forbidabile coppia ha deciso di aprire le porte della loro casa-museo per risvegliare la coscienza pubblica e insegnarci che persino l’arte puó nascere dalla spazzatura se usata e reciclata per bene. Si chiama Casa della Mola perché qui si vende, a prezzi accessibili e onesti, la famosa “mola”, il tessuto ricamato a mano dalle donne indigene kuna in Panama di cui abbiamo giá parlato nei post precedenti. Passiamo cosí un paio di piacevolissime ore in compagnia di questo singolare personaggio, assicurandogli che gli faremo un pó di pubblicitá per collaborare con la sua campagna di sensibilizzazione ecologica e lasciandoci con la promessa di rimanere in contatto per sapere quando e se il suo sogno si sará realizzato: costruire la “catena di linguette di latta” piú lunga del mondo ed essere cosí titolare di un nuovo Guinness World Record 😉

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Due notti e due giorni passano tranquilli e spensierati. É ora di muoverci nuovamente, destinazione Medellín. Da Capurganá l’unico modo per spostarsi verso il centro del Paese é prendere una barca direzione Turbo. Dall’officina accanto al nostro ostello prenotiamo e compriamo con un giorno di anticipo due ticket al costo esorbitante di 110000 PC (40 euro). Il problema infatti é che vi é solo un barco al giorno per Turbo che parte la mattina presto. Per questo, se non si vuole rischiare di rimanere a terra, bisogna acquistarlo almeno il giorno prima e, non essendoci concorrenza, la cifra é quella che é e non si puó fare molto per ottenere riduzioni. Sveglia all’alba il giorno dopo, impacchettiamo tutto, prendiamo un caffé per tenere gli occhi aperti e ci imbarchiamo in questo nuovo viaggio di 3 ore di navigazione in un traghetto affollatissimo e non del tutto comodissimo. Per fortuna peró il mare é una tavola, il giro in battello ci risulta piacevole e senza alcun intoppo.

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Arrivati a Turbo compriamo per 124000 PC (quasi 50 euro!!!) un ticket per il bus notturno diretto a Medellín. Abbiamo qualche ora a disposizione. Andiamo perció a fare un giro per la cittá giusto il tempo di renderci conto che Turbo non ha nulla da offrire, ceniamo con un delizioso pollo (tanto per cambiare) alla brace e via per altre 8 ore di viaggio, questa volta peró su quattro ruote.

Suggerimenti:

  • Il prezzo dell’ostello e delle barche sono soggetti a variazioni a seconda della stagione (alta e bassa). Noi ci siamo trovati in bassa stagione quindi non c’é da sorprendersi se in alta stagione i prezzi siano piú alti.
  • Il viaggio in barca Capurganá-Turbo o viceversa é piuttosto controverso. Abbiamo sentito e letto di diversi incidenti durante la tratta dovuti soprattutto alle correnti e alle onde che in giorni poco favorevoli possono essere piuttosto forti. Quindi un consiglio: date un’occhiata al mare prima di partire e parlate con la gente del luogo che solitamente occupa le panchine del porto, esperta e aggiornata sulle condizioni atmosferiche. Se queste non sono delle migliori evitate di viaggiare e prendervi cosí qualche botta di troppo sui sedili di legno della barca. Lo so che spesso il budget ristretto di noi backpackers ci porta a spendere il minimo e a non sprecare un biglietto comprato in anticipo peró, in questo caso, pensiamo alla salute!!! Senza questa non si viaggia! 😉 In ogni caso…a noi é andata alla grande quindi in generale…niente paura!
  • Se abbiamo stuzzicato la vostra curiositá con la “Casa de las Molas” e la catena reciclata piú lunga del mondo, potete contattare il Niño Dios o semplicemente ricevere maggiori info scrivendogli a lacasadelasmola@hotmail.com, cercarlo su FB con il nome di Niño Dios Capurgana o chiamarlo direttamente al numero 311 608 17 30.
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The Darién Gap border crossing to Colombia.

01/11/2013

Waking up from our glorious dream about being lost on a desolated island is hard and rough but necessary. Today we cross the Darién Gap and things will not be easy. Once our bags are packed Attiliano gives us a lift, a ride, a navigation… I’m not sure how to call it but we get into the tree-trunk-canoe and soundless we glide over the water till the island of Caledonia. There is little to visit but the island is one of the most important communities and there is a harbour which we need in order to find a transport.

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Many boats and slow motorised canoes come and go but not one of them will cross the border. We ask a Colombian commercial boat trading with the islands, as we have been reading, but no chance. The rules of the game have changed and the Kuna are forbidding Colombian having a piece of the tourist money cake. Colombian traders are allowed in Kuna Yala as they bring merchandises as sugar, rice and flour.  Better even as the Kunas pay them with coconuts, something they have so much they would have to throw them away. Now coconut is 0.50 dollars or Panamanian Balboa and that means money in Kuna Yala as each boat leaves the territory charged with 30/40.000 cocos! After a long day of waiting and asking about a million boats we finally get grip on a Colombian skipper who comes till Caledonia with his grandson to buy some big lobsters. He tells us he will bring us to the border, he’ll wait for us and then bring us to Capurganá where there is the immigration office to stamp the entrance in Colombia. Relax and with no more worries on our mind we watch amused how kids are fishing at the dock of the small harbour.

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Time passes by and no sign of life from our captain. Seconds tic-tac away on the clock and soon the border office will close and no more passports will get stamped. We look for him and luckily it is a small islet, we find him eating with a local family.  He tells us the lobsters didn’t arrive yet so we have to wait. We tell him we have to stamp and the border close at 16:00 but he says not to worry. At 17:00 the lobsters are finally bought and we can go… with the border closed! It is a long slow boat trip in a small vessel with a few horses strength to push us through the ever growing waves, each time further from the main land. The sun slides away behind the mountains, giving space to darkness as we leave the last bit of protecting coral reef behind us.

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The growing swell is pushing the boat and we get sprayed more and more. Far overland we see the black shade of the mountains against the dark blue sky. We are cold, late and not sure where we will end up. The first stars are already appearing by the time we see some dolphin fins between the waves some 100 meters away. A bit later and luckily far away we even see the grey triangle back dorsal fin of a shark cleaving the water surface. The trip takes hours and short flashing light signals are coming everywhere out of the jungle communicating with the capitan, so it seems. We cross the border like Africans do to Europe, Asians to Australia and Cubans to the States, without being seen, without any control and in our case even without knowing it and end up in Sapzurro, Colombia. Nice! But without a stamp out of Panama. We agree, by not paying yet, that he will bring us tomorrow to Puerto Obaldía.

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We have a nice evening in this tiny settlement, walk around looking for something to eat, even greet the local police and go to sleep early. In the morning we wake up, get in the boat back to Puerto Obaldía, cross the border to Panama again and get everything drug checked, weapon checked, identity checked… and finally we get the ‘your-visit-is-over’ stamp.

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About 40 minutes later a small boat with a few horses strength to push it through the waves arrives at Capurganá and officially we make our first step on Colombian soil.

Our recommendations: (and info for crossing the border)

-There are airplanes (Book long time ahead at AirPanama) from Panama City till Puerto Obaldía and of course directly to major Colombian cities.  But like this travellers would not experience the indigenous culture San Blas and Kuna Yala.

-In the harbour of Panama City it is possible to find big ships with destiny: Cartagena (Caribbean side) or Buenaventura (Pacific side) this last one is far into Colombia near to Cali.  The free ride is in chance of working on the vessel.  Cargo ships do not promise any date of arrival and often we have heard and written that it takes about 3 till 4 weeks.  Girls traveling alone should be very careful by choosing this alternative.  None of both sides offer a view on the local indigenous populations and culture.

-Traveling to the harbour of El Porvenir gives options to find a free ride and navigate with sail ship (If paying: about 400/500$) or bigger industrial ships through a small but beautiful part of San Blas.  Yet friends of us told us there were lots of people trying and waiting for a long time and got stuck in this town. The lucky travellers will see the islands, might even stay a night on one of them but will not see the Kuna communities. But hey, it’s for free! (Travellers still need a 4×4 entering in Kuna Yala and later a boat to reach El Porvenir)

-There are 4×4 who bring you to El Cartí (Emilio – 66927113) for 25$, 12$ tax for entering the area and 5$ water transport to the main Cartí island.  At Cartí island we got lucky asking around and got a boat trip till Mulatupo for 40$, ask for El ‘Negrito’ who offers a transport to Capurganá for 135$ or ask for Juan Gomez who offers a transport to Puerto Obaldía at 100$ but it’s not shure to arrive the same day. Both options are boat trips for about 8hours or more so take care of sun cream, hat, sunglasses,…

-To stay on one of the desolated islands: At the island Caledonia (near to Puerto Obaldía), look for restaurant ‘Amelia’ and ask for Attiliano.  He offers an island at 7$ a night and can (optional) provide you with meals.  At Caledonia there is a Kuna hut to buy bread and another one which serves as grocery. There is also a public telephone. The chance rate at Caledonia Island is about 2000 Colombian Pesos for 1 dollar. Once in Capurganá it is about 1800 for a dollar.  From there till the border is patience every day there are people crossing the border, just be there at time and wait. The crossing till Capurganá is about

-In Puerto Obaldía you’ll need 2 copies from the passport

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