Posts Tagged With: Beach

Be the wolf in Cuesta Blanca…

Let yourselves go and get rid of all travel guides.  Don’t follow the herd, shave that wool and be a wolf.  Look for the sensation of doing something different, get your bag packed and jump on the bus and ask a ‘boleto’ for Cuesta Blanca, a town located in the department of Punilla in the province of Córdoba.   A 50km ride from Córdoba capital following the ‘Camimo de las Altas Cumbres’ takes us to this small community parted in half by the San Antonio River.

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It’s this stream that makes this place so special by providing smaller natural pools with crystalline water and clean glittering pink sand beaches both perfect for relaxing the mind and body as these waters cure,… some local told us.

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Cuesta Blanca has the privilege to find itself enclosed in a mountain forest with its many autochthonous trees, grasses and native vines with beautiful shapes and colourful leaves and flowers.  The native fauna gives us 180 varieties of wild birds, iguanas, rainbow trout, weasel, fox, otter and many others.  The wonderful hike along the riverside, from our empty camping site to one of the further beaches, Playa de los Hippies, is a reason on itself to visit this beautiful place.

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After some days you will be revitalized and might be ready for a whole lot more of traveling but maybe never again able to let the wool overgrow the wolf inside you! 😉

 

Our recommendations:

– Take a good book and enjoy the out of this world feeling

– Binoculars are a must as many smaller beautifull coloured birds fly by and are dificult to see with bare eyes

Eco-camping is situated a bit further from the center just next to the river, offers bbq,  shared showers, has a small shop to buy drinks and delights their visitors with nightly frog and bird chants.

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Bocas del Toro y la Playa de las Estrellas

20-23/10/2013

Dopo due settimane trascorse in paradiso crediamo sia arrivato il momento di scendere sulla terra e attraversare un’altra frontiera…quella tra Costa Rica e Panama. Da Puerto Viejo perció prendiamo un pullman per Sixaola (3,5 dollari a testa), cittá fronterizia situata a 30 chilometri circa di distanza dove riceviamo altri due timbri sul passaporto. Una volta aver superato il confine cerchiamo un trasporto per Almirante, comunitá portuale da cui poter prendere il traghetto per Isla Colón, l’isola principale tra le sei che compongono l’ arcipelago caraibico di Bocas del Toro di cui abbiamo letto e sentito solo favole e leggende.

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Dopo una discussione di mezz’ora con tassisti e conducenti vari che cercano di strapparti fino all’ultimo centesimo, affinando le nostre doti di negoziazione, riusciamo a contrattare un minibus fino al molo per 5$ e il battello per 4$ a persona.

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Sbarcati sulle sponde di Colón ci mettiamo alla ricerca del Coconut Hostel in cui ci aspettano degli amici viaggiatori con cui siamo in contatto da giorni. Mettiamo piede nell’ostello e dal fondo della stanza sentiamo la voce di André, il nostro compagno portoghese il cui percorso si intreccia ormai da tempo con il nostro. Ci sistemiamo in una stanza privata con bagno in comune e colazione inclusa (niente illusioni ragazzi, scopriamo con un certo disappunto che ció che qui chiamano colazione in realtá consiste solo di 1 pancake, 1 banana che guarda caso non é presente perché dicono scarzeggi questo periodo dell’anno e 1 tazza di caffé) per 9$ a persona, prezzo abbastanza normale per Panama. Neanche il tempo di riprenderci dal viaggio e metterci in bikini e ci ritroviamo su un’altra barchetta diretti verso l’isola Carenero per passare un pomeriggio rilassante in spiaggia e raccontarci le ultime avventure. Qui ritroviamo Fiona, una ragazza chilena conosciuta in Guatemala, e una coppia di ragazzi argentini, Belen e Exequiel, anche loro in viaggio per centro e sud America tra chitarre e fili di macramé. L’acqua é stupenda, tra il turchese e il verde smeraldo, la spiaggia assolata e isolata e il cammino per raggiungerla paradisiaco.

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Una doccia per togliere il salato dalla pelle e di nuovo per strada per scoprire da dove proviene quel frastuono che sentiamo entrare dalla nostra finestra. Appena girato l’angolo notiamo una banda di musicisti di strada intonando ritmi incalzanti con fiati e percussioni. Ci fermiamo per scattare due foto e riprendere la scena e ad un tratto scorgiamo due facce molto familiari: sono Ed e Sophia, ancora loro, ancora una volta, di nuovo insieme. Felici di esserci ritrovati, andiamo a cena insieme per metterci al corrente delle ultime tappe mentre ci godiamo una squisita cucina gourmet un pó fuori budget ma ne vale decisamente la pena.

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Il giono dopo trascorriamo un’incredibile giornata nell’altro lato dell’isola facendo snorkeling e avvistando delfini nell’incantevole Playa de las Estrellas raggiungibile in bici o trasporte pubblico. Una spiaggia idillica interamente costellata di stelle marine, come lo stesso nome suggerisce, dalle mille sfumature di rosso e arancione, l’oceano piatto come olio e una vegetazione selvaggia e incontaminata . Peccato solo per l’invasione di bar e ristoranti che non lasciano un centimetro libero per stendere l’asciugamano.

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Rientriamo in ostello e i nostri compagni di viaggio ci accolgono con un’idea impossibile da  rifiutare: pizza per cena. Exequiel si mette quindi a preparare l’impasto, lo lascia lievitare, lo lavora bene tra le mani e via nel forno per una cottura perfetta. Sono secoli che non mangio una pizza decente e questa…é davvero buona!!! DSC07458

Le giornate volano cosí tra mare, sabbie dorate e ottimi pranzetti preparati con amore e dedizione dal nostro chef argentino preferito (riesce persino a commuovermi quando, per celebrare il nostro ultimo pranzo insieme, decide di immortalarsi in un’incredibile PASTA FATTA IN CASA condita con una deliziosa salsa di pomodori freschi!!!)

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e le serate in buona compagnia tra cene, musica e birre fresche per festeggiare il compleanno del nostro caro André. Senza rendercene conto passano quattro giorni e quattro notti…é ora di avanzare, Panama City ci aspetta. É ora di risolvere un dubbio molto comune tra noi viaggiatori: come superare il mitico Tapón de Darien ed entrare in Colombia. Tutta un’avventura!

Raccomandazioni:

  • Quando si entra in Panama bisogna assicurarsi di avere un biglietto di uscita dal Paese di qualunque tipo. Siamo rimasti chiusi per un’ora in un ufficio poco accogliente discutendo con una poliziotta non molto cordiale per farle capire che non avevamo nessuna intenzione di stabilirci lí, mettere su famiglia e cercare lavoro illegalmente. Perció, se si vogliono evitare complicazioni o mance piuttosto salate per far si che gli ufficiali di servizio chiudano un occhio, meglio avere con sé un biglietto del bus/aereo che attesti la volontá di lasciare lo stato allo scadere  dei classici 90 giorni previsti dal visto turistico.
  • L’entrata in Panama costa 3 dollari. L’uscita da Costa Rica non costa nulla.
  • L’arcipelago di Bocas del Toro é costituito da 6 isole maggiori, ognuna delle quali offre una vastissima gamma di attivitá e attrazioni imperdibili. Informazioni su tours o luoghi da visitare sono disponibili ovunque, dipende solo dal tempo o dal budget a disposizione.
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Puerto Viejo, where beach and sea prevail.

17-19/10/2013

The Caribe’s are as fancy as someone would imagine.  Good food, smooth live, easy going, blue sea and sunny sky are the daily tread, as well as the long rasta, reggae music and the ever smell of pot in the air.  We travel from Cahuita to Puerto Viejo de Talamanca (1440C$) getting closer to the Panamas border without losing the Caribbean Sea out of sight.  Puerto Viejo de Talamanca, or just Puerto Viejo, is a bit bigger than Cahuita, has more shops, bars, restaurants, night live,… and at equal parts has it more tourists and is noisier at day and night, it is as we would call it a popular touristic destination.  With luck on our side today, we find ‘Cabins Larry next to a, good for breakfast and teatime, coffeehouse, a street away from the bus stop.  This rather minor apartment complex offers us, in low season and without any other guests, a full apartment (kitchen, bathroom with hot water, double bed, terrace with table, chairs and hammock and with a good Wi-Fi service) for just 9000C$ a day, a worthy price for a bit of rest, peace, safety and privacy.  We walk 50m and find ourselves crossing the main street with shops, supermarkets, banks and the bus stop and walking another 50m we are starring at the bleu horizon with sporadic Caribbean little waves.  After a 1000C$ fresh squeezed fruit shake at a terrace on the bay we ‘horizontalize’ us on the beach protected by the shade of the palm trees which leaves make tropical sounds when waving in the tropic breeze.

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Snorkelling is a must here: warm water, no waves, no currents and thousands of fishes displaying millions of colours.  We see a blowfish, octopus, and different starfish walking the bottom with their long thin tentacles, besides all the rest of the colourful fishes typical to coral reefs.  The day passes by fast and the night sets in soon, the village lights up and neon shows us the way to our needs: meat, vegetables, avocados and flour tortillas.  We have a kitchen, so we cook, so we have delicious burritos on the menu and so we save another couple of thousand Colones.

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Day two we do the main street and confirm what we sadly expected: every shop selling exactly the same. When it’s a cloth shop: it are the same trousers and reggae coloured sweatshirts, when it’s a grocery: the same small variety of vegetables and fruits and when we enter a souvenir shop we’ll get magnets, spoons and other useless stuff we can buy anywhere else but this time with ‘Puerto Viejo’ written on it.  So we advance fast and end up at the beach for another underwater-vision-swim, a long read and a tasteful coco and pineapple.

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The third day we discover the surroundings so after an easy hitchhiking we get to Punta Uva, a wide white sand dream beach to relax, swim and contemplate nature.  We observe how a pelican time after time flies high, circles around our heads, spots a school of sardines, dives and breaks into the water surface to catch his meal of the day.  Behind us Howler Monkeys clans are debating the territory with loud screams and as we turn around we can see them jumping from branch to branch in the big canopy of an old tree high above us.  Diving glasses and tube becomes more and more an extension of our body the longer we stay at the Caribe’s.  The water is crystal clear and the sun obligates refreshment and cooling off so snorkelling is the solution.

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To go back home we walk along the different beaches (Playa Uva, Playa Chiquita and Playa Cocles) observing how locals are fishing at the shore.  Stunning vistas pass by together with the seaboard while the sun bit by bit is getting closer to the vanishing point.

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From the beach to the road we pass through a few bushes full of oversized spiders in even more oversized spider webs and as neither of us is very fond of arachnids very soon we find ourselves in a nightmare of jumping human eating spiders trying to capture us in their webs… so running through this area our hair and faces are getting full of spider strings.  We are just disgusted by the idea and feverishly we try to untie the spider maze that is sticking strong on us.

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After this horror experience we reach the road and from there the village and at last our safe cabin at Larry’s.  After dinner we stuff our backpacks and prepare ourselves for tomorrow.  Another border will be crossed and another stamp will embellish our passports.

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Our recommendations:

Puerto Viejo is beautiful, warm-hearted and cosy but not for those who look for something original / Desolated beaches at abundance just outside the village / For fruit and vegetables you’ll find the best buy at trucks which stop at the corner of the street, ask locals where to find them / Experienced surfers will be delighted with Salsa Brava (wave direction from the northeast and wind direction from the south), for some surfers the most powerful wave in Costa Rica

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