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Huanchaco and Trujillo, the Warm Welcome of Perú

20-26/12/2013

Sentendoci piú giovani dopo aver passato per il Valle de la Longevitud e carichi di nuove energie positive, lasciamo l’ Ecuador per intraprendere un’altra avventura in Perú, alla ricerca di rovine dimenticate dal tempo e misticismo allo stato puro. Con le nostre ormai inseparabile compagne Lara e Sophia prendiamo un bus notturno che ci conduce a Piura (12 $ a persona), primo stop in terra peruviana da cui ne prendiamo un altro direzione Chiclayo dove per 25 soles passiamo la notte per riposarci dal lungo viaggio. La cittá sinceramente non ci sembra un granché. Piuttosto grigia, con palazzoni vecchi e malandati, piuttosto sporca e apparentemente priva di attrazioni. La piazza principale é al contrario vivace e colorata, in fondo il Natale é alle porte.

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Il paesaggio peró che ci accompagna lungo il viaggio é a dir poco eccezionale. Siamo circondati dal deserto con alte dune, alberi sporadici e piccoli villaggi dalle case sparse con bambini giocando con la sabbia e asini in cerca di un pó di verde. Lo scenario cambia drasticamente dalla frontera in giú. Lasciamo le verdi colline e le vette innevate ecuadoriane per ritrovarci in luoghi immensi tinti di un giallo dorato dove l’occhio si perde in cerca del suo orizzonte. Il giorno dopo siamo diretti a Trujillo (14 soles – circa cinque dollari) per raggiungere finalmente Huanchaco (1,5 soles), sulla costa, e passare le feste natalizie in riva al mare.

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Huanchaco é un incanto. Un villaggio di pescatori e una mecca per i surfisti invaso dal turismo ma, per fortuna, non privo di fascino, dove assistiamo a uno dei tramonti piú belli di sempre. Una palla di fuoco scende a picco sullo specchio d’acqua e lentamente si spegne lasciandoci a bocca aperte e augurandoci sogni d’oro.

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Ci sistemiamo in un ostello vicino al lungomare, MyFriend Surf Hostel , con un buon ambiente e una cucina deliziosa.

Il secondo giorno a Huanchaco andiamo a visitare il complesso archeologico di Chan Chan, a Trujillo, 2013-12-23 12.27.13 che comprende quattro punti di interesse storico-culturale: il palazzo Nik-An, la Huaca Arco Iris, la Esmeralda e il Museo de Sitio Chan Chan, dislocati tutti a una distanza raggiungibile in pochi minuti con i vari bus che fanno la spola tra la cittá di Trujillo e la costa. Chan Chan é ubicato in un luogo magico, tra bianche dune e  lontano dal chiasso dei centri urbani. La leggenda narra che il primo sovrano di Chan Chan, Tacaynamo, venne dal mare con tutta la corte al seguito, approdó sulla costa norte del Perú, nella valle del Moche e lí fondó il suo regno, conosciuto oggi come la cittá di fango piú grande del mondo con una estensione di circa 20 chilometri e 10 cittadelle recintate. Il sito, appartenente all’ancestrale civiltá Chimu, é interessante benché in maggiorparte riconstruito perché ci si fa un’idea di come era strutturato anticamente e di come si sviluppava la vita all’interno delle maestose mura. Una giornata all’insegna della cultura, alla riscoperta di un passato storico sepolto tra la terra ma determinato a farsi conoscere e apprezzare, che si conclude nel modo migliore con popcorn giganti in un cinema di Trujillo e una visita alla cittá.

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Terzo giorno. Anche oggi ci diamo all’archeologia e questa volta andiamo a visitare la Huaca del Sol y de la Luna, un sito archeologico costituito da due enormi piramidi in perfetto stato, scoperte da poco e solo da pochi anni oggetto di studio e conservazione. La Huaca del Sol é infatti chiusa al pubblico perché solo nel 2011 sono iniziati i lavori di restauro e recupero della zona. La parte aperta quindi é quella della Luna, situata ai piedi del Cerro Blanco, che rappresenta il tempio maggiore e il complesso politico-cerimoniale principale della civiltá Moche. Una struttura imponente visitabile dentro e fuori in cui si possono apprezzare gli affreschi con colori originali, gli eleganti rilievi, i vari livelli che ne compongono la struttura e soprattutto la parete esterna dell’ultimo livello completamente ritagliata nella pietra e nel fango. Una storia di dinastie e regni lunga secoli raccontata sulle mura scalfite dal vento e dalla pioggia ma mai arrese alla forza dirompente della natura. Suggestivo! (To watch video click here)

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É il 24 di diciembre e al ritorno ci concediamo una squisita cena al ristorante dell’ostello  per festeggiare la “Noche Buena” e passiamo la mezzanotte in riva al mare con in mano un pezzo di torta e nello sguardo il cielo stellato.

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25 diciembre. Natale. É il mio terzo Natale in spiaggia e per Bert l’ennesimo, lontano dai nostri cari e dai giardini innevati, ma é come se fosse la prima volta. Non ci si abitua mai. Per lavare via la malinconia e la nostalgia di casa in questo giorno tanto diverso dagli altri andiamo a fare un tuffo nelle acque gelide peruviane, un giro per i mercatini di artigianato e via di chiosco in chiosco per comprare tutto il necessario per la festa di questa notte che trascorriamo allegramente su in terrazza con altri ragazzi dell’ostello riuniti, anche se solo per una notte, come una grande ed eterogenea famiglia, diversi per nazionalitá ma accomunati tutti dalla voglia di festeggiare e di non sentirsi soli . Una notte indimenticabile tra risate, corde di chitarra e lingue diverse, a far chiasso fino alle prime luci dell’alba. Conosciamo Philippe, un ragazzo belga dolcissimo con una passione per il disegno grafico e tanta voglia di passeggiare per il mondo con cui continueremo poi a viaggiare per i prossimi giorni fino a realizzare il sogno comune di ascendere la lunga scalinata di Machu Picchu.

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Gli ultimi due giorni trascorrono lenti e tranquilli, tra bagni di sole in terrazza, spuntini pomeridiani con pane e aguacate e picnic notturni sulla sabbia a base di dolci e caffé fumante.

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Arriva il momento di spostarci. Riuciamo finalmente a comprare il biglietto per Huaraz (40 soles a persona), la mecca di ogni “zainero” (mi perdonino i puristi della lingua per il neologismo ma ne abbiamo bisogno 😉 ) e/o alpinista che si rispetti, di nuovo disponibile dopo il sold out natalizio. On the road again!

Raccomandazioni:

  • Trujillo e Huanchaco si trovano a una distanza molto ravvicinata. Ci sono bus tutti i giorni per tutto il giorno che vanno e vangono dalla cittá e dalla costa per un costo di 1,5 soles. Quindi a voi la scelta, mare o cittá?
  • MyFriend Surf Hostel é un’ottima opzione per chi voglia alloggiare vicino al mare, conoscere altri viaggiatori e mangiar bene, il tutto a prezzi molto accessibili. 15 soles a persona in doppia con bagno condiviso e 10 in dormitorio.
  • Il costo di entrata al parco archeologico di Chan Chan é di 10 soles a persona, gli studenti, i docenti e i pensionti pagano la metá. Ognuno dei quattro luoghi é facilmente raggiugibile in bus sia da Huanchaco che da trujillo per 1/2 soles e il ticket é valido per due giorni, tempo piú che sufficiente per visitare tutto.
  • La Huaca de la Luna ha un costo di 10 soles a persona, gli studenti pagano la metá. La piramide é raggiungibile in bus dalla cittá di Trujillo per 2 soles.
  • Non dimeticate di scattare un paio di foto alle curiose imbarcazioni peruviane usate in quest’area, i cosiddetti Caballitos de Totora (caballitos o “piccoli cavalli” perché ci si mette a cavalcioni e totora per il materiale con cui sono costruite)  usati dai pescatori del luogo per pescare o trasportare oggetti. ??????????????????????????????? CIMG0723
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Bocas del Toro y la Playa de las Estrellas

20-23/10/2013

Dopo due settimane trascorse in paradiso crediamo sia arrivato il momento di scendere sulla terra e attraversare un’altra frontiera…quella tra Costa Rica e Panama. Da Puerto Viejo perció prendiamo un pullman per Sixaola (3,5 dollari a testa), cittá fronterizia situata a 30 chilometri circa di distanza dove riceviamo altri due timbri sul passaporto. Una volta aver superato il confine cerchiamo un trasporto per Almirante, comunitá portuale da cui poter prendere il traghetto per Isla Colón, l’isola principale tra le sei che compongono l’ arcipelago caraibico di Bocas del Toro di cui abbiamo letto e sentito solo favole e leggende.

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Dopo una discussione di mezz’ora con tassisti e conducenti vari che cercano di strapparti fino all’ultimo centesimo, affinando le nostre doti di negoziazione, riusciamo a contrattare un minibus fino al molo per 5$ e il battello per 4$ a persona.

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Sbarcati sulle sponde di Colón ci mettiamo alla ricerca del Coconut Hostel in cui ci aspettano degli amici viaggiatori con cui siamo in contatto da giorni. Mettiamo piede nell’ostello e dal fondo della stanza sentiamo la voce di André, il nostro compagno portoghese il cui percorso si intreccia ormai da tempo con il nostro. Ci sistemiamo in una stanza privata con bagno in comune e colazione inclusa (niente illusioni ragazzi, scopriamo con un certo disappunto che ció che qui chiamano colazione in realtá consiste solo di 1 pancake, 1 banana che guarda caso non é presente perché dicono scarzeggi questo periodo dell’anno e 1 tazza di caffé) per 9$ a persona, prezzo abbastanza normale per Panama. Neanche il tempo di riprenderci dal viaggio e metterci in bikini e ci ritroviamo su un’altra barchetta diretti verso l’isola Carenero per passare un pomeriggio rilassante in spiaggia e raccontarci le ultime avventure. Qui ritroviamo Fiona, una ragazza chilena conosciuta in Guatemala, e una coppia di ragazzi argentini, Belen e Exequiel, anche loro in viaggio per centro e sud America tra chitarre e fili di macramé. L’acqua é stupenda, tra il turchese e il verde smeraldo, la spiaggia assolata e isolata e il cammino per raggiungerla paradisiaco.

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Una doccia per togliere il salato dalla pelle e di nuovo per strada per scoprire da dove proviene quel frastuono che sentiamo entrare dalla nostra finestra. Appena girato l’angolo notiamo una banda di musicisti di strada intonando ritmi incalzanti con fiati e percussioni. Ci fermiamo per scattare due foto e riprendere la scena e ad un tratto scorgiamo due facce molto familiari: sono Ed e Sophia, ancora loro, ancora una volta, di nuovo insieme. Felici di esserci ritrovati, andiamo a cena insieme per metterci al corrente delle ultime tappe mentre ci godiamo una squisita cucina gourmet un pó fuori budget ma ne vale decisamente la pena.

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Il giono dopo trascorriamo un’incredibile giornata nell’altro lato dell’isola facendo snorkeling e avvistando delfini nell’incantevole Playa de las Estrellas raggiungibile in bici o trasporte pubblico. Una spiaggia idillica interamente costellata di stelle marine, come lo stesso nome suggerisce, dalle mille sfumature di rosso e arancione, l’oceano piatto come olio e una vegetazione selvaggia e incontaminata . Peccato solo per l’invasione di bar e ristoranti che non lasciano un centimetro libero per stendere l’asciugamano.

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Rientriamo in ostello e i nostri compagni di viaggio ci accolgono con un’idea impossibile da  rifiutare: pizza per cena. Exequiel si mette quindi a preparare l’impasto, lo lascia lievitare, lo lavora bene tra le mani e via nel forno per una cottura perfetta. Sono secoli che non mangio una pizza decente e questa…é davvero buona!!! DSC07458

Le giornate volano cosí tra mare, sabbie dorate e ottimi pranzetti preparati con amore e dedizione dal nostro chef argentino preferito (riesce persino a commuovermi quando, per celebrare il nostro ultimo pranzo insieme, decide di immortalarsi in un’incredibile PASTA FATTA IN CASA condita con una deliziosa salsa di pomodori freschi!!!)

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e le serate in buona compagnia tra cene, musica e birre fresche per festeggiare il compleanno del nostro caro André. Senza rendercene conto passano quattro giorni e quattro notti…é ora di avanzare, Panama City ci aspetta. É ora di risolvere un dubbio molto comune tra noi viaggiatori: come superare il mitico Tapón de Darien ed entrare in Colombia. Tutta un’avventura!

Raccomandazioni:

  • Quando si entra in Panama bisogna assicurarsi di avere un biglietto di uscita dal Paese di qualunque tipo. Siamo rimasti chiusi per un’ora in un ufficio poco accogliente discutendo con una poliziotta non molto cordiale per farle capire che non avevamo nessuna intenzione di stabilirci lí, mettere su famiglia e cercare lavoro illegalmente. Perció, se si vogliono evitare complicazioni o mance piuttosto salate per far si che gli ufficiali di servizio chiudano un occhio, meglio avere con sé un biglietto del bus/aereo che attesti la volontá di lasciare lo stato allo scadere  dei classici 90 giorni previsti dal visto turistico.
  • L’entrata in Panama costa 3 dollari. L’uscita da Costa Rica non costa nulla.
  • L’arcipelago di Bocas del Toro é costituito da 6 isole maggiori, ognuna delle quali offre una vastissima gamma di attivitá e attrazioni imperdibili. Informazioni su tours o luoghi da visitare sono disponibili ovunque, dipende solo dal tempo o dal budget a disposizione.
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Surf sessions at Las Peñitas

21-23/09/2013

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León has given us a lot but yet has to offer more. Just 20 minutes for 24 Córdobas by bus and we find ourselves at Las Peñitas, a beach community not bigger than a hand full of houses, a few bars and some hostels. We choose the Oasis Hostel (for 300 C$ / night) which lays at the beach and is almost the last of the village.

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We feel quite excited, after a long time without sea we finally can bade in the Pacific again. I wouldn’t call it swimming, as strong currents and big waves are making it a dangerous trap for the inexperienced swimmer. Felix and Ana, a German couple having a room in the same hostel, are brave enough to rent a surf board and after some physical exhausting hours invite me to use their board and try to ride one of those waves. It is fun out there and the waves are just perfect, just a pity that Augustin from KabotiSurf Lanzarote is not at my side. For that I wear his t-shirt and make a bit of publicity 😉

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Each evening we eat the fish of the day with the rice and beans combination called “casado”, fried banana and vegetables for just 100 C$ and each morning oversized pancakes at Barca De Oro for 75 C$/person.

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These are cheap days of relax and breath-taking sunsets at Nicaraguan Atlantic seashore where reading, chatting, laughing and watching the local surf pros doing their tricks are the main activities of the day.

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Our recommendations Las Peñitas is perfectly possible as a day out from León for surf or sunbathing , with regular bus connections.  And for those who don’t care walking one minute to the beach… hostel Barca de Oro seems a better and cleaner hostel and in low season even offers 3 nights for the price of two. And there are no better and bigger pancakes in town as breakfast. 

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